Carta da macero: di cosa si tratta?

Carta da macero: di cosa si tratta?

Con il termine carta da macero si intendono le fibre di recupero ottenute da carta o cartoni già utilizzati in passato con le quali è possibile ottenere carta riciclata come prodotto finale. Quasi la metà della carta utilizzata e prodotta in Italia e ottenuto grazie alla carta da macero.

La carta da macero può essere distinta in due grosse tipologie:

  • Industriale: include tutti gli scarti provenienti dalle industrie cartarie o editoriali, uffici, attività commerciali e di trasporto, imballaggi ecc. Si tratta della parte di carta da macero più corposa e che consente di recuperare una grande quantità di carta a prezzi abbastanza bassi. La sua raccolta è svolta da specifiche imprese specializzate, come la nostra, direttamente sul luogo di produzione dello scarto.
  • Domestico: deriva dalla raccolta delle carte e dei cartoni provenienti dai rifiuti delle singole famiglie, la sua raccolta è di solito differenziata da vetro, umido e altri materiali così da evitare il mescolamento, il suo recupero è spesso gestito dai Comuni delle singole città. Il suo trattamento è più costoso della carta da macero industriale.

Come si produce la Carta riciclata?

Il processo per la produzione dalla carta riciclata è sostanzialmente molto simile a quello della carta normale, cambia la fase inziale: per la carta normale serve la preparazione di un impasto di cellulosa che deriva dal legno, mentre per la carta da macero bisogna eliminare dalle fibre i residui di altri materiali (come inchiostro, plastica, colla) prima di poterla riutilizzare. La carta da macero viene ridotta in poltiglia e filtrata, in modo tale da ripulirla dall’inchiostro stampato. Questo processo di lavorazione produce dell’acqua sporca, dei fanghi, che fortunatamente possono essere riutilizzati per esempio dalle industrie dell’edilizia.

La carta riciclata può provenire da materia prima 100% riciclata oppure avere una percentuale variabile di fibra vergine, che deve rimanere sotto la soglia del 40%.

Quest’ultimo tipo di carta riciclata richiede il processo di sbiancamento, come per la produzione di carta vergine, che può essere altamente inquinante se si utilizza il cloro. In alternativa al cloro, può essere utilizzato l’ossigeno come agente sbiancante, che è molto meno impattante a livello ambientale.

Per sbiancare la carta riciclata si utilizzano da 7 a 15 Kg di composti chimici a base di ossigeno per ogni tonnellata di prodotto, contro i 250 Kg necessari per la carta non riciclata.

Il prodotto semilavorato ottenuto dalla lavorazione e sminuzzamento della carta da macero può essere utilizzato al pari della pasta derivata del legno. L’impasto viene inserito e trattato in una speciale macchina, cosiddetta “continua”, che provvede infine a stendere, disidratare, pressare l’impasto attraverso vari rulli fino all’avvolgimento finale in bobine.

Il riutilizzo della carta porta con sé un sacco di vantaggi sociali e soprattutto ambientali, come per esempio:

  • Diminuzione dei rifiuti da smaltire, il riutilizzo della carta infatti permette di allungare la vita del prodotto;
  • Diminuzione della deforestazione, per creare della nuova carta infatti è necessario la cellulosa delle piante e del legno, riciclandola serve una quantità minore di materia prima;
  • Nuovi posti di lavoro e possibilità di crescita imprenditoriale in diversi settori dalla raccolta, al riciclaggio e alla lavorazione della materia prima.

 

Purtroppo la carta da macero ha anche dei limiti, infatti essa può essere riciclata 5-6 volte, a differenza di altri materiali riciclabili, come il vetro, la carta non può essere riciclata per tante volte. Le fibre infatti dopo che vengono utilizzate per un po’ di volte tendono al deterioramento e non sono più utilizzabili. Alla fine del suo ciclo di vita la carta da macero diventa come un qualsiasi rifiuto solido urbano e come tale deve essere smaltito. In ogni caso i vantaggi del suo utilizzo come il risparmio in termini di consumo di legno e di taglio degli alberi sono maggiori dei limiti!

 

Certificazioni

Al momento esistono tre tipologie di certificazioni che indicano che tutto il processo di produzione di carta è stato eseguito mantenendo costantemente un’attenzione all’ambiente e alla produzione di carta:

  • FSC (Forest Stewardship Council): è uno schema di certificazione in grado di garantire al consumatore che il prodotto è realizzato con materiale proveniente da foreste gestite correttamente dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Si sviluppa su due livelli: Certificazione Forestale e Certificazione della Catena di Custodia. Il simbolo assicura il consumatore finale che il legno utilizzato nella fabbricazione del prodotto risponde ad elevati standard di salvaguardia delle caratteristiche ambientali, sociali ed economici delle foreste.
  • FSC-Recyled: viene etichettato come FSC-Recycled il prodotto che contiene 100% di legno riciclato, di cui almeno l’85% post-consumo, in accordo con gli standard FSC che supportano un utilizzo responsabile delle risorse forestali. FSC infatti considera una gestione responsabile delle risorse anche il recupero della carta, in quanto intimamente connessa alla gestione sostenibile delle risorse forestali.
  • PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes): è un programma di riconoscimento degli schemi di certificazione forestale nazionali. Si basa su una larga intesa delle parti interessate all’implementazione della gestione forestale sostenibile a livello nazionale e regionale: proprietari forestali, consumatori finali, utilizzatori, liberi professionisti. E’ possibile certificare PEFC sia la foresta/piantagione, che il prodotto finito, grazie all’azione su due livelli: Certificazione Forestale e Certificazione della Catena di Custodia. Il PEFC è stato sviluppato nel 1998 dai proprietari forestali e dell’industria del legno europei per facilitare il mutuo riconoscimento degli schemi di certificazione forestali nazionali già esistenti.

Per la validità degli standard si possono consultare i siti FSC, PEFC

 

Un ulteriore marchio, indice di compatibilità ecologica, è la presenza di etichette ecologiche di tipo 1; ad es.: Etichette Ecolabel, Blauer Engel o Nordic Swam. Nel caso della carta di giornale regolamentata dal regolamento Europeo 66/2010 (Ecolabel) la quantità minima di fibra “recuperata” deve costituire almeno il 70 % (peso/peso) delle fibre totali utilizzate.

 

Blogger: MR
Revisore: FN